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ELENCO POST:

mercoledì 4 settembre 2019

I CICLI DEL SOLE, vento solare e raggi cosmici . a cura di Matteo Raffaelli per INSA.

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Aggiornato il 04/09/2019

I CICLI DEL SOLE


RIPUBBLICATO DA: "In a nutshell" about Sun - 2c.Ciclo del Sole: Vento solare e Raggi cosmici, Amici o Nemici?

                                                                                      
In questa breve serie di post riguardanti alcuni fenomeni connessi alla nostra stella, abbiamo visto che il Sole è costituito di Plasma, un gas completamente ionizzato (cioè "elettrizzato"), altamente conduttivo, che produce un campo magnetico:
il fluire di questo gas è analogo al fluire di una corrente elettrica in un conduttore.


















Non essendo inoltre il Sole un corpo rigido, la sua superficie è caratterizzata da un continuo spostarsi di enormi masse di plasma che portano alla creazione di zone a differente velocità di rotazione, e non ad una rotazione omogenea.

All’equatore tali zone impiegano 27 giorni per compiere un giro completo, mentre ai poli 34.










Questa «rotazione differenziale» incide profondamente il campo magnetico prodotto ed è la causa principale delle attività solari (il "gomitolo magnetico").
- le linee di forza del campo magnetico (tubi di flusso magnetico) vengono trascinate dal materiale che si trova in superficie
- quelle che si trovano in prossimità dell’equatore vengono trascinate maggiormente rispetto alle linee di campo presenti sui poli (come abbiamo visto nei post "plasma" e "cosa c'è sotto le macchie").























Quindi cosa succede con tutto questo groviglio? 

Succede che nel giro di 11,5 anni (ed ecco perché "undecennale") il complesso campo magnetico ritorna nella configurazione iniziale ma con polarità opposta, definendo così un "Ciclo solare".

















Ovviamente per tornare alle condizioni di partenza serviranno 22 anni.                                                                                                                                                















In cosa consiste questo Ciclo solare?

Il numero delle macchie non è costante, passa da nessuna macchia a moltissime macchie, con una periodicità di 11 anniche è il periodo medio durante il quale si ha 
- un aumento
- un culmine (dopo 5 o 6 anni) e poi 
- una diminuzione

della quantità di macchie e quindi dell'attività solare di superficie (risultato dei movimenti degli strati sottostanti, zona convettiva e Tacoclìna-Tachocline).

Il numero medio di macchie solari in genere va da 140 a 220 per ciclo solare.




















Ci sono tuttavia anche periodi di interruzione. 
Ad esempio tra il XVII e il XVIII secolo (1600-1700) vi furono 34 anni con macchie e 70 senza.

Attenzione però, non tutti i cicli sono uguali: 
- alcuni durano di più 
- altri di meno 
- ma soprattutto alcuni hanno molte più macchie solari 
- altri molte meno

A questo punto la domanda è legittima:
cosa ha a che fare il "ciclo solare" con noi? Perché ci deve interessare?

La radiazione elettromagnetica (EMR) ad alta energia che arriva sul nostro pianeta, in arrivo dal Sole, influenza il clima terrestre (Infrarossi IR e bilancio termico globale) e ha conseguenze sugli strati atmosferici (Ultravioletti UV sulla Ozonosfera e sulla temperatura e variazione di densità della Termosfera).


















Tra il 1645 e il 1715 ci fu un famoso periodo di minimo solare chiamato "minimo di Maunder", durato quindi circa 70 anni. 

In quei lunghi decenni sulla Terra ci fu un periodo di freddo intenso durante il quale apparvero solamente 50 macchie solaried il clima si fece rigidissimo in Europa, con gelo del Tamigi a Londra ogni 5 anni in media e l'espansione dei ghiacciai su tutto l'arco alpino (massimo raggiunto negli ultimi 12.000 anni).
Nella riproduzione, il Tamigi ghiacciato durante la piccola Era glaciale del minimo di Maunder.

In realtà non ci sono indicazioni che si possa ripresentare quel tipo di minimo nel Ciclo che sta per partire, lo comunicano scienziati del Solar Cycle Prediction Panel (che rappresentano la NOAA, la NASA, l’International Space Environment Services e altri scienziati statunitensi e internazionali), e trovate pure il link della previsione

C'è molto più da preoccuparsi degli effetti del riscaldamento globale prodotto dalle attività umane in questi ultimi decenni.










Prevedere il Ciclo solare è importante. 

Poter prevedere il Ciclo solare dà inoltre un’idea approssimativa della frequenza delle tempeste spaziali:
- blackout radio
- tempeste geomagnetiche
tempeste di radiazione solare


























Tali attività solari possono influenzare:
- le reti elettriche
- le comunicazioni militari, aeree e marittime
- i satelliti e i segnali GPS (Global Positioning System)
- oltre ovviamente alla possibilità di minacciare gli astronauti a causa dell’esposizione a dosi di radiazioni nocive








I vari team di ricercatori concordano su due punti:

- fine del ciclo numero 24
è dove ci troviamo al momento, dovrebbe raggiungere il minimo tra il mese di luglio appena concluso e settembre 2020.
E' stato un ciclo piuttosto insolito, come è già capitato alla nostra stella, perché è partito con un anno di ritardo, ha avuto un’attività estremamente bassa nel 2009 ed il culmine del massimo addirittura nel 2013. E' stato quindi non solo basso ma anche poco intenso

- ciclo 25 inizia ad autunno 2020 e ci si aspetta sia proprio come è stato il ciclo che sta finendo orapreceduto da un minimo lungo e profondo, e il suo massimo abbastanza debole, tra il 2023 e il 2026.







Qui si vede meglio l'attività più intensa del Ciclo 23 (massimo e minimo visti attraverso la Cromosfera normalmente invisibile)... 














....rispetto a quella meno intensa del 24 (massimo e minimo visti attraverso la fotosfera).
















Attenzione, precisazione: 

ciclo "debole" non significa che il Sole emette meno energia - 
la nostra stella infatti continua a produrre incessantemente reazioni termonucleari nel suo nucleo, a metà della fase di Sequenza Principalein cui si trova ora.
Significa invece che c'è poco movimento a livello di campo magnetico e quindi ridotta quantità di macchie, ma con una serie di violenti brillamenti solari e forti tempeste magnetiche.

Chi è più cattivo, il Vento Solare o i Raggi Cosmici
Non tutto il male vien per nuocere..












Al momento di massima intensità del ciclo delle macchie solari, si registra un numero molto più alto di tempeste solari
Durante un massimo solare, la straordinaria serie di brillamenti solari - flares - ed espulsioni di massa coronale - CME - libera nello spazio miliardi di tonnellate di materiale ad altissime velocità
Quindi al vento solare costante si aggiunge molto materiale extra in più (proprio quello che provoca sulla Terra disturbi e avarie nelle radiocomunicazioni e nei satelliti).
Maggiore è il numero di macchie e maggiore è l’attività solare.

(questa immagine è stata ottenuta da un coronografo, dove al centro al posto del disco nero che si usa di solito, è stato posto il disco solare per facilitare la visualizzazione)

















(Nel caso della nostra stella, che è relativamente vicina a noi, la quantità di macchie presenti è registrata e monitorata sia dagli osservatori astronomici nel mondo che da quelli in orbita e pure dagli astrofili amatoriali; essa è inoltre associata ad un indice di attività chiamato "numero di Wolf" che rappresenta una misura soggettiva legata alle macchie solari e gruppi di macchie presenti sulla superficie dell'astro).



La coppia di sonde del progetto Stereo

Lo sapevate che il Vento solare, ritenuto letale per noi se non ci fosse il campo magnetico terrestre a proteggerci, è anche nostro alleato poiché ci protegge facendo da scudo naturale contro i Raggi Cosmici?


Raggi Cosmici bombardano continuamente la Terra, provenienti da eventi straordinariamente potenti dello spazio profondo (collisioni di stellesupernovae, etc).

Sono circa 100.000 le particelle originate da essi, che ci attraversano ogni ora!

Questo contribuisce alla dose di radioattività a cui siamo continuamente soggetti nella vita quotidiana.







Si verificano però due situazioni, A (minimo) o B (massimo):

A) Quando il nostro Sole è "tranquillo"

... e ho specificato che "tranquillo" significa solo poca o assente attività di campo magnetico in superficie con poche o nessuna macchie... negli strati interni la fusione termonucleare è incessante...




























- il numero di macchie solari è al Minimo
- l’intensità del Vento solare, che ci protegge naturalmente dai Raggi Cosmiciè minima 

















In questa situazione un flusso maggiore di questi Raggi Cosmici (sono particelle cariche provenienti dallo spazio profondo che ci bombardano a raffica, costantemente e da ogni direzione - tra cui protoni, post atmosfera 3/4 e 4/4) riesce a raggiungere l’alta atmosfera terrestre

Incontrando l'alta atmosfera i Raggi Cosmici Primari producono Sciamo di particelle

P = protoni
n = neutroni
π = pioni
e = elettroni
μ = muoni
𝜸 = fotoni

>>> Questo fenomeno fa accrescere il processo di condensazione delle gocce di nubesulle particelle di "aerosol" e quindi, indirettamentele formazioni di nubi ad alta quota(quelle in alto nella foto sotto), causando (su periodi lunghi) una diminuzione della temperatura terrestre e periodi di freddo.























Quindi più Raggi Cosmici = più nubi ad alta quota che schermano i raggi solari.

>>> Altro effetto di un minimo (di "Solar Flux", flusso solare) è che un Sole "debole" emette una minore dose di raggi nell'ultravioletto UV: questo provoca il raffreddamento e la diminuzione di densità della Termosfera (lo strato superiore dell'atmosfera terrestre) che quindi si contrae, modificando le orbite di molti satelliti compresa la  Stazione Spaziale Internazionale ISS, problemino non secondario.

(a volte mi risulta veramente difficile selezionare una singola foto, tra le tante meravigliose che meriterebbero e che lasciano incantati, ma anche l'opera di selezione è purtroppo necessaria...
in questa splendida immagine potete notare la prospettiva tridimensionale che fa cogliere incredibilmente dettagli delle nuvole e degli alti strati dell'atmosfera)






















Recentemente si è trovata una correlazione fra il bombardamento dei Raggi Cosmici e la produzione di radio carbonio 14C prodotto in alta atmosfera.

MIN  
- Minima attività solare
- riduzione Aurore
- contrazione Termosfera (satelliti ed ISS influenzati, ostacolati, deviati)
- maggior quantità di Raggi Cosmici che investe la Terra e 
- maggior produzione di 14C. 
Il 14C sulla Terra è assorbito dagli alberi che rappresentano quindi degli ottimi strumenti di analisi per inferire sull’attività solare in epoche passate.
La quantità di C assorbito viene valutata analizzando la formazione degli anelli negli alberi (dendrocronologia).

Colgo l'occasione per salutare il mio amico dendrocronologo Stefano Marconi che lavora presso il Museo Civico di Rovereto nel Laboratorio di Dendrocronologia.

B) Al contrario quando il Sole è "iperattivo"

...quindi discreta o notevole attività magnetica in superficie con molte o moltissime macchie.... negli strati interni continua incessante la fusione termonucleare...


E’ proprio durante questo periodo che satelliti in orbita intorno alla Terra e gli astronautidell’ISS sono maggiormente esposti ai periodi di radiazione solare, e ai poli le Auroresono più frequenti e più intense.
Questa quantità di radiazione che investe il nostro pianeta è incanalata lungo le regioni polari dal campo magnetico terrestre e rappresenta uno scudo difensivo (una protezione naturale) contro i Raggi Cosmici, dando poi luogo alle Aurore polari. 
Nella rappresentazione, il vento solare incontra la magnetosfera terrestre e viene incanalata dalle linee del campo magnetico nella "cuspide polare" (la zona ad imbuto evidenziata in giallo sopra il polo nord in questo caso).



















In questo caso si riduce la quantità di carbonio 14C ed una diminuzione della formazione di nubi: il clima è più mite.
Inoltre la aumentata quantità di raggi UV rende la Termosfera più calda ed espansa e quindi facilita le orbite di satelliti ed ISS.

MAX 
- Maggiore attività solare 
- un numero elevato di macchie solari 
- aumento intensità e bellezza Aurore
- espansione Termosfera (satelliti ed ISS facilitati)
- maggiore la quantità di radiazione solare che il Sole produce e che investe la Terra 
Da notare:


nel periodo di massimo la Corona appare simmetrica e quasi circolare




mentre



nei periodi di minimo mostra un forte appiattimento, con lunghi fasci all'equatore solare.








Quindi riassumendo in poche parole:

se c'è meno attività solare (MIN):

- arrivano meno radiazioni solari agli astronauti e sulla Terra

- arrivano anche meno UV recando disturbo ad ISS e satelliti in orbita
- ma in compenso arrivano più Raggi Cosmici e aumenta il 14C in alta atmosfera, provocando  periodi lunghi di freddo

se l'attività solare aumenta (MAX):

c'è più Vento solare e più tempeste solari, più radiazioni colpiscono gli astronauti e la Terra, e incanalate nelle linee del campo magnetico aumentano le Aurore

- la quantità di UV è buona ed ISS e satelliti orbitano regolari
- in compenso il campo magnetico terrestre, facendo da scudo difensivo naturale, protegge gli abitanti terrestri dai Raggi Cosmici. Inoltre si riduce la quantità di 14C e il clima è più mite diminuendo la formazione di nubi in alta quota.

In definitiva, 
quando osservate il Sole al telescopio con i dovuti filtri, e notate aumento di macchie e tempeste solari ...

Crediti La Torre del Sole, Parco Astronomico di Brembate




















oppure quando ammirate le Aurore che aumentano in intensità ...
















pensate che ci stanno proteggendo dai raggi cosmici e fanno tornare un po' di caldo, anche se i nostri astronauti in orbita devono stare molto attenti a proteggersi di più dalle intense radiazioni (che comunque sia, vengono schermate dalla magnetosfera a 60.000 km di quota sul lato schiacciato verso il Sole, mentre la ISS orbita a quota 400, ben lontana dalla zona di scontro).


Mentre quando il Sole è "tranquillo" e le aurore sono "discrete" (come ora) vuol dire che noi siamo più esposti ai Raggi Cosmici e alla lunga farà più freddo, anche se gli astronauti sono un po' più al "sicuro" dalle radiazioni solari.

Però ricordate sempre che 
il Sole non smette mai di lavorare al suo interno! 
...fondendo nuclei di Idrogeno in Elio per altri circa 5 miliardi di anni!




























Spero vi siate divertiti, alla prossima!
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A cura di Matteo Raffaelli.
https://blogparsec.blogspot.com/



martedì 3 settembre 2019

(202421) 2005 UQ513 un grande cubewano della fascia di Kuiper. by Andreotti Roberto - INSA.

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Aggiornato il 03/09/2019

(202421) 2005 UQ513

(202421) 2005 UQ513 è un grande oggetto trans-nettuniano nella Fascia di Kuiper, classificato classicamente come Cubewano dal Minor Planet Center, di circa 500 km di diametro.

Scoperta ed osservazioni:
(202421) 2005 UQ513 è stato scoperto il 21 ottobre 2005 da un team di astronomi composto da Mike Brown ( CalTech ), Chad Trujillo ( Gemini ) e Dave Rabinowitz ( Yale ) , come parte del progetto Digital Sky Survey con il telescopio Schmidt da 1,2 m, al Palomar Observatory del California Institute of Technology ( California ). La scoperta è stata annunciata il 1 settembre 2007.
Dopo la sua scoperta, 2005 UQ513 è stato identificato retrospettivamente fino al 15 settembre 1990, su foto del progetto Near Earth Asteroid Tracking (NEAT) sempre presso l'Osservatorio di Palomar, prolungando quindi il suo periodo di osservazione di 15 anni, per calcolare la sua orbita in modo più accurato. 
Da allora, il planetoide è stato osservato da vari telescopi come i telescopi spaziali Herschel e Spitzer, nonché i telescopi terrestri.


1990

1991

1992

2001

2002

Parametri orbitali:
2005 UQ513 orbita attorno al Sole in 284,13 anni in un'orbita ellittica tra le 36,85 UA del perielio e le 49,58 UA dell'afelio. L'eccentricità orbitale è di 0,147, ed il piano dell'orbita è inclinat di 25,70° rispetto all'eclittica . 
Il perielio lo attraverserà la prossima volta nel 2124, quindi l'ultimo passaggio del perielio avrebbe dovuto essere effettuato intorno al 1840.


Afelio49,689  UA (7.4334 Tm) (Q)
Perielio36,713 AU (5,4922 Tm) (q)
semiasse-maggiore
43,201 AU (6,4628 Tm) (a)
Eccentricità0,15018 (e)
Periodo orbitale
283,95 anni (103713 giorni )
Anomalia media
223,93 ° (M)
Moto medio
0 ° 0 m  12.496 s / giorno (n)
Inclinazione25,7315 ° (i)
Longitudine del nodo ascendente
307.8679 ° (Ω)
Argomento del perielio
221,89 ° (ω)


Grafico dell'orbita - JPL ).

Dati fisici:
Il diametro di 2005 UQ513 è stato determinato da Vilenius nel 2013, utilizzando i dati combinati del telescopio spaziale Herschel e Spitzer a 498 +63/-75 km. 

annoDimensioni kmfonte
2010878,0Tancredi Gonzalo
2012838,54LightCurve DataBase
2014498,0 +63,0-75,0Vilenius u. a. 
2018643.0Michael Brown
La determinazione più precisa è indicata in grassetto .

Periodo di rotazione:
Molto probabilmente l'asteroide ruota una volta attorno al proprio asse in 7,03 o 10,01 ore in base alla sua curva di luce. Il periodo di rotazione più breve è leggermente più probabile.
La sua curva di luce mostra variazioni di Δm = 0,3 mag,

CURVE DI LUCE CAMPIONATE:


PERIODOGRAMMA DI LOMB:
Indica statisticamente i valori più probabili, il picco più alto corrisponde al valore di 7,03 h , indicato nel grafico riportato qua sotto ).



Superficie e colore:
2005 UQ513 , mostra un sorprendente colore rosso, che indica la presenza di quantità significative di toline. 
Lo spettro di 2005 UQ513 ha una debole firma dell'assorbimento da parte del ghiaccio d'acqua.
Lo studio dell'oggetto, quindi, ha portato a concludere che non è un membro della famiglia collisionale di Haumea , sebbene i parametri dell'orbita si adatterebbero agli altri corpi.



LINK: 
https://arxiv.org/pdf/0912.3171.pdf
https://arxiv.org/abs/1102.1971
https://arxiv.org/abs/1207.2044
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A cura di Andreotti Roberto.



domenica 1 settembre 2019

46P/WIRTANEN una cometa periodica gioviana, by Andreotti Roberto - INSA.

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Aggiornato il 01/09/2019

46P/Wirtanen

46P/Wirtanen è una cometa periodica di corto periodo del nostro Sistema solare scoperta fotograficamente il 17 gennaio 1948 dall'astronomo statunitense Carl Alvar Wirtanen.
La lastra fu esposta il 15 gennaio durante una campagna osservativa del Lick Observatory sul moto proprio stellare.
A causa del numero limitato di osservazioni iniziali, trascorse più di un anno prima che fosse riconosciuta come una cometa di corto periodo.
Il suo attuale periodo orbitale è di 5,44 anni.

Dati:
Semiasse maggiore 3,0916756 UA. Perielio 1,0548194 UA. Afelio 5,129 UA.
Inclinazione dell'orbita 11,74974° rispetto all'eclittica. Eccentricità 0,6588195.
Dimensioni circa 1,4 km. Periodo di rotazione 8,9 ore.

( SOPRA - La curva di luce, da cui si evince il periodo di rotazione ).


In grafica l'attuale orbita SOPRA - Le varie modifiche subite dal 1600 al 2500, SOTTO ).

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Composizione:
Il ghiaccio che compone questa cometa è quello con il rapporto H/D (Idrogeno-Deuterio), il più simile al rapporto presente negli oceani terrestri, mentre per altre comete come per la 67P è risultato nettamente differente.
Questa cosa ci fa ritenere che le comete iperattive come la Wirtanen, siano la principale fonte dell'acqua presente sul nostro pianeta.
I ricercatori hanno provato a determinare la cosiddetta “frazione attiva” – la frazione dell’area della  superficie del nucleo richiesta per produrre la quantità di acqua presente nell’atmosfera – di tutte le comete con un rapporto D/H noto. È risultata una correlazione inversa tra la frazione attiva e il rapporto D/H del vapore acqueo:
Quindi più una cometa tende verso l’iperattività (cioè una frazione attiva superiore a 1), più il suo rapporto D/H diminuisce e si avvicina a quello della Terra. Come in questo caso.

(da Lorenzo Franco Aggiungo lo spettro della cometa 46P/Wirtanen ripreso da Roma l'8 dicembre 2018 con un telescopio da 20cm ed uno spettroscopio Alpy600 (23 frame da 240 secondi) ).

"Lo spettro ottenuto mostra un'evidente riga di emissione del cianogeno (CN) a 3881 A nel violetto ed alcune bande molecolari dei radicali del carbonio, tra cui le bande di Swan del C2 che caratterizzano il colore ciano-verde della cometa." (di Lorenzo Franco).

In foto SOTTO -  la cometa gioviana 46/P Wirtanen , fotografata da Carlo Rocchi, durante il passaggio del natale 2018, a soli 12 milioni di km dalla Terra ).

Radiotelescopio:

Quando si riprendono immagini ottiche di una cometa posta a milioni di km di distanza quello che appare più evidente è la chioma (o coma) della cometa, mentre il nucleo resta completamente celato.
Tuttavia, grazie al flyby della cometa Wirtanen con la Terra avvenuto a soli 11,5 milioni di km il 16 dicembre scorso, è stato possibile usare il radiotelescopio di Arecibo per “vedere” direttamente il nucleo. 
 Studiando la cometa con il radiotelescopio in modalità radar è stato possibile rilevare direttamente il nucleo, ossia la parte solida della cometa solitamente nascosta all’interno di quella nube di gas e polveri che costituisce la coma. Le immagini radar consentono anche una determinazione precisa dell’orbita della cometa, permettendo così di studiare “l’effetto razzo”, ossia l’alterazione degli elementi orbitali in seguito all’emissione di gas e polveri dal nucleo.
Le immagini radar del nucleo hanno rivelato un corpo allungato, piuttosto accidentato, molto più ruvido di altri nuclei che sono stati studiati in precedenza. Le nuove osservazioni radar hanno fornito le prime misurazioni definitive del diametro del nucleo, che è di circa 1,4 km, con un periodo di rotazione di 8,9 ore. Le misure precedenti delle dimensioni, ottenute con osservazioni ottiche da terra, davano un valore di circa 1,2 km mentre il periodo di rotazione era stimato di 7,6 ore (Meech, K. et al., Astronomy and Astrophysics, v.326, p.1268-1276). L’animazione che correda questo post mostra una parte della rotazione del nucleo vista dal radar di Arecibo .

Immagine radar della cometa 46P/Wirtanen riprese il 15 dicembre dal radiotelescopio di Arecibo. Il nucleo ruota una volta ogni 8,9 ore in senso antiorario. Questa animazione copre una durata di 1,4 ore. Combinando immagini acquisite nell’arco di diversi giorni, si potrà costruire un modello della forma del nucleo della cometa ).

(immagini radio e ottiche della 46/P Wirtanen - Natale 2018)

Articolo dal blog di Bacci Paolo del GAMP46P/Wirtanen

Immagine tratta da Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese, dai loro studi relativi alla cometa 46P/Wirtanen ).
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A cura di Andreotti Roberto.